La differenza sostanziale tra la psicologia occidentale e quella classica indiana, è che per l’Occidente la mente è il soggetto mentre per la scienza orientale il soggetto è l’essere (Purusha) che utilizza sia il corpo che la mente come strumenti per il suo cammino evolutivo nella dimensione terrena. Il soggetto dunque è colui che sperimenta l’esistenza attraverso la mente nei suoi vari aspetti e uno strumento importantissimo con cui farlo è la consapevolezza, che attraverso lo Yoga è possibile accrescere ed espandere.

L’apparato mentale

Ahamkara è il senso dell’io, e corrisponde all’identificazione della coscienza con l’idea che l’individuo ha di sè. Ahamkara è la percezione errata di sé che si attiva quando il soggetto si identifica con la materia.

Manas è la mente esteriore cui sono collegate le facoltà sensoriali e raccoglie i dati provenienti dall’esterno attraverso i cinque organi di azione e le cinque facoltà cognitive. In manas, che è la mente studiata in occidente, le percezioni si configurano come senso di calore o di freddo, colore, forma, suono.

Buddhi è l’intelletto, il centro di verifica ed elaborazione dei dati provenienti da manas. E’ la luce interiore che illumina il soggetto e gli permette di discriminare. E’ il lampo che riconosciamo in ogni intuizione e in ogni idea.

Citta è l’insieme delle percezioni mentali, forma la dimensione della coscienza condizionata, costituita da percezioni, sensazioni, emozioni e sentimenti; è anche il deposito di tutte le memorie, le tracce delle esperienze passate, samskara e vasana, responsabili di quel comportamento che crediamo cosciente e libero ma che è invece determinato in gran parte da spinte inconsce.

La legge del Karma

Secondo lo Yoga l’essere umano non può sviluppare le sue potenzialità in una sola vita, tanto più se questa dura solo pochi anni o ancora meno. Si deve perfezionare il proprio carattere e questo è possibile soltanto ripetendo errori ed esperienze. In ogni nuova esperienza di vita ognuno porta il proprio bagaglio di meriti ed errori, e ripartendo da quella base riprende a frequentare questa grande scuola terrena. Quanto ci accade oggi è il risultato di nostre libere scelte esercitate nel passato.

In realtà la vita è eterna ed appartiene all’anima, non al corpo fisico, il quale ne è soltanto il veicolo temporaneo. La teoria della trasmigrazione delle anime era conosciuta in occidente, nell’antica Grecia e dagli antichi Druidi oltre che fra i Celti, i Galli e i Bretoni. In seguito grandi filosofi e scrittori come Kant, Schelling e Schopenauer hanno sostenuto questa dottrina Oggi oltre due miliardi di persone fanno di questa grande legge universale il fondamento della loro filosofia di vita.

L’universo è basato sia su leggi fisiche che su leggi sottili, non c’è caos, non esiste la sorte, ogni evento accade per una precisa ragione ed ora anche la meccanica quantistica lo conferma. Comprendere, accettare ed utilizzare queste leggi significa mettersi in sintonia con l’Universo e creare consapevolmente il proprio futuro. Imparando a modificare i nostri desideri, controllando i nostri pensieri, migliorando le nostre abitudini, elevando il nostro carattere, creeremo un futuro sereno adatto a sviluppare una più alta consapevolezza ed un migliore livello di coscienza.